Lapponia (Svezia-Finlandia)/Estonia
CRONACHE DAL MONDO SOTTOZERO: A CACCIA DI AURORE BOREALI
There is a pleasure in the pathless woods,
There is a rapture on the lonely shore,
There is society, where none intrudes,
By the deep sea, and music in its roar:
I love not man the less, but Nature more,
From these our interviews, in which I steal
From all I may be, or have been before,
To mingle with the Universe, and feel
What I can ne’er express, yet cannot all conceal.
Lord Byron
… ed è con questi presupposti e con grandi aspettative che partiamo a caccia di aurore boreali.
18 febbraio
Ore 4,30 del mattino, temperatura -6°C, vento moderato. Finalmente si parte! Alle 9,55 ci imbarchiamo a Bergamo sul volo che in poco più di due ore e mezza ci porterà a Stoccolma, città dalla quale partirà questa grandiosa avventura.
Temperatura -2°C, il cielo è nuvoloso, nevischia ed il paesaggio che si incontra ha già dell’irreale: la coltre bianca ha già ricoperto tutto, ma le maestose e rigogliose foreste di conifere chiazzano di scuro un paesaggio sublime e spettacolare.
Dopo circa un’ora e mezza di pullman, dove il mitico Daniele ha già in serbo per noi un pranzo itinerante a base di brovada e musetto, bagnati da un buon vino rosso (tanto per non dimenticare le origini friulane anche in terra straniera!), arriviamo a Stoccolma city. La città, che visitiamo solo di passaggio, ha un aspetto ordinato e silenzioso con i suoi canali ghiacciati, i tetti bianchi ricoperti di neve ed i laghetti adibiti a piste di pattinaggio gremiti di persone che pattinano.
Lasciata Stoccolma, puntiamo a nord in direzione di Uppsala, imboccando la strada che sale costeggiando a tratti il Golfo di Botnia: in questa stagione uno spettacolare manto di ghiaccio!
La cittadina, sede della più antica Università della Scandinavia e vecchia capitale della Svezia meridionale, ci accoglie con la bellissima cattedrale in stile gotico, le cui torri svettano a quasi 120 metri di altezza, regalando all’interno della costruzione ampie navate slanciate verso l’alto, ricche di luce e di decorazioni dai classici motivi floreali, tipici di queste zone.
Poco distante c’è la Carolina Rediviva, che i nostri maschi già pensavano essere una donna di facili costumi a disposizione per la fredda serata, ma in realtà si tratta del più vecchio edificio universitario adibito a libreria del Paese, che si è sviluppato grazie a personaggi del calibro di Linneo e Celsius e che tra l’altro custodisce un’importantissima collezione di libri e di incunaboli, tra i quali il Codex Argenteus, un manoscritto del Sesto secolo, che contiene la trascrizione della Bibbia in lingua gotica su carta purpurea ed inchiostro d’argento.
Dopo aver fatto il primo pieno di cultura, grazie alle solerti ed entusiasmanti spiegazioni della nostra amata cicerona Anna Luisa, risaliamo in pullman e facciamo il pieno di pane, formaggio, caffè e zuccherini alla grappa, fatti e distribuiti dall’altrettanto amato gourmet Daniele. Dopotutto avevamo bisogno di scaldarci, visto che la neve cade sempre più abbondante e che, come ho sentito dire “nel loggione”, è anche bagnata!
In circa tre ore di viaggio giungiamo per la sera a Böllnas e durante il tragitto possiamo iniziare a prendere confidenza con l’affascinante ed allo stesso tempo spettrale paesaggio della lunga notte svedese. Le strade sono quasi deserte, la neve bianca ha ricoperto tutto, ma di tanto in tanto si scorge qualche casetta con delle curiose luci ad ogni finestra e con i tetti addobbati come se fosse ancora Natale. La sensazione è quella di essere all’interno di una bellissima cartolina!
Gli effetti dell’alcool non tardano ad arrivare, tant’è che alcuni azzardano già fantomatiche nonché inesistenti visioni di aurore boreali!
Ceniamo in un bellissimo hotel situato proprio sul borgo di un lago ghiacciato e dopo… tutti a nanna!
19 febbraio
Sveglia alle sette del mattino con una spettacolare visuale dell’alba sul lago ghiacciato, che a seconda delle sfumature del cielo ci regala meravigliosi giochi di luce e riflessi scintillanti sulla sua superficie.
Puntiamo sempre verso nord imboccando strade solitarie, che attraversano silenti boschi di conifere, che la neve abbondante ha reso ancora più fatati. Di tanto in tanto appare qualche piccolo agglomerato di casette rosse, e poi di nuovo il nulla. La natura domina maestosa il paesaggio surreale. Uno spettacolo senza pari!
Dopo alcune ore di viaggio ad una velocità moderata causa strade innevate, arriviamo sul fiordo di Hudiksvall per scattare qualche fotografia al caratteristico quartiere dei pescatori di Strömmingssundet, che conserva ancora intatte le pittoresche casette di legno rosse allineate ordinatamente sul canale ghiacciato che porta in città, un tempo adibite a magazzino per lo stivaggio delle merci. L’acqua ferrosa dona inusuali sfumature di rosso alla neve che si sta lentamente sciogliendo.
Riprendiamo la marcia costeggiando il litorale baltico e, tra boschi di betulle innevati ed improvvise e spettacolari finestre sul fiordi ghiacciati, giungiamo nel primo pomeriggio ad Umea.
Il nostro ristorante è posizionato in alto sulla Höga Kusten, una parte di costa svedese che si affaccia sul Golfo di Botnia. E’ talmente in alto che siamo proprio in prossimità del trampolino olimpico di salto con gli sci e la visuale della cittadina sottostante è meravigliosamente appagante, complice anche la bella giornata che stava tardando ad arrivare.
Qui spenderei due parole sul nostro prode autista, al secolo Roberto, che ha portato mezzo ed occupanti a destino attraverso una strada impervia ed in salita, aiutato soltanto dai nostri incitamenti, che altro non erano che litanie per scongiurare la eventuale malasorte.
Qui ci viene servito il classico Dugens Lunch svedese: insalata, pane, succo di mirtilli rossi ed un piatto a base di pesce.
Dopo pranzo scendiamo quasi tutti a piedi, un po’ per goderci il paesaggio ed il candido silenzio del bosco, un po’ per digerire e sgranchire le gambe, ma soprattutto per timore della discesa in pullman… ah ah ah!
Dopo un paio di ore di strada con la neve che continua a cadere incessante e la notte che incombe, arriviamo a Lövånger e visitiamo nella suggestiva atmosfera notturna la piccola chiesetta, delicatamente incorniciata dalla tenue illuminazione artificiale, e le casette rosse dei parrocchiani.
La temperatura si mantiene sui -4°C e continua a nevicare.
Dopo le foto di rito alle casette rosse, che tanto ci entusiasmano adesso e che sicuramente ci sfiniranno nei giorni a venire, partiamo alla volta di Skellefteå, dove ci fermeremo per la notte.
La stanza ha un meraviglioso profumo di legno e dal balcone si scorgono in lontananza le piccole luci delle casette, che fiocamente illuminano la buia e lunga notte scandinava.
Dopo cena andiamo a visitare la chiesa del paese ed alcune casette… rosse! Beh, adesso basta, eh!!!!
20 febbraio
Sveglia al mattino e temperatura a -11°C, aria frizzantina e sole alto nel cielo azzurro!
Per prima cosa andiamo a visitare un ponte di legno (rosso, per la cronaca!) del 1737; si tratta del ponte più vecchio di tutta la Svezia, che noi fotograferemo da tutte le angolazioni.
Ah, dimenticavo! Questo è un viaggio di “fotografi”, o presunti tali, che sfoderano capacità ed attrezzature che farebbero rabbrividire il grande Mc Curry… i risultati poi si vedranno al rientro!
Il paesaggio è sempre più spettacolare e sinceramente non c’è scatto che sia in grado di rendere merito a questa natura severa ed allo stesso tempo mozzafiato.
Riprendiamo possesso del mezzo di trasporto, magistralmente dominato dal nostro Roberto, e, tra lande desolate e fitti boschi di conifere innevati e scintillanti sotto ai raggi del sole, arriviamo a Lulea.
Dopo una breve astinenza “clericale” Luisa ci porta a visitare il piccolo villaggio, rigorosamente di casette rosse, della piccola chiesa gotica della Gammelstadt Nederluleå, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996 . La chiesa in pietra risale agli inizi del XV secolo e conserva intatti numerosi affreschi di Albertus Pictor, detto il Giotto del Nord, che Luisa ci illustra sapientemente, cercando di catturare la nostra attenzione, che altrimenti sarebbe alla spasmodica ricerca dei gabinetti… lunga storia anche questa, su cui non mi dilungherò in inutili ed alquanto scontati particolari… Il villaggio è composto da 424 Stugor, messe a disposizione dei parrocchiani che arrivavano dai paesi limitrofi per la Messa della domenica, ma che in una zona così prossima al Circolo Polare non riuscivano a rincasare prima del buio, che qui in inverno arriva molto presto.
Il posto, complice la bella giornata ed alcuni metri di neve fresca, è incantevole ed i pochi abitanti del luogo escono dalle case incuriositi da questa orda di persone chiassose e ridanciane.
Riprendiamo la solitaria E4, rigorosamente puntando verso nord e, dopo aver oltrepassato Kalix ed aver degustato crostoli ed il mitico brulè di Daniele, raggiungiamo la parte più settentrionale del Golfo di Botnia passando per Haparanda, ultima città della Svezia, ed arrivando a Tornio, prima città della Finlandia. Spostiamo l’orologio avanti di un’ora.
Qui facciamo una breve sosta per: 1- visitare una chiesa (ma va????) 2- trovare un bagno!
La neve ha ricoperto praticamente tutto, i marciapiedi sono dei tunnel, dove la gente si muove con slitte e sci da fondo. Nonostante siano circa le tre e mezza del pomeriggio il sole inizia a calare, regalandoci un meraviglioso tramonto infuocato e lasciando spazio alla notte artica.
Arrivati a questo punto decidiamo di prendere subito la strada per Rovaniemi, per visitare nella suggestiva atmosfera dellae luci della notte il Santa Klaus Village. Temperatura -11°C.
La strada, ricoperta dalla neve e praticamente deserta, attraversa rade foreste di pini e betulle. Noi passiamo il tempo degustando i fantastici zuccherini alla grappa (sempre creati dal nostro gourmet) ed iniziando ad avvistare poco credibili branchi di renne (fuori è buio pesto!!!) ed incredibili aurore boreali: ormai l’alcool è in circolo e l’entusiasmo è alle stelle! Appunto!
A pochi chilometri dal Santa Klaus Village attraversiamo il Circolo Polare Artico. Siamo al parallelo 66°33’39” di latitudine nord e l’emozione di aver raggiunto questo traguardo simbolico ci riempie di orgoglio e di buone intenzioni per la nottata incombente: beh, dopotutto anche qui si potrebbe vedere l’aurora borealis!
Qui al villaggio di Babbo Natale riassaporiamo l’atmosfera natalizia e torniamo un po’ bambini: casette di legno (non rosse questa volta!) ed enormi pupazzi di neve, alberi di Natale decorati con migliaia di luci colorate, enormi candelabri di ghiaccio e la linea aerea blu che segnala il passaggio del Circolo Polare! Le canzoni natalizie che riecheggiano nell’aria e la neve che tutto ricopre rendono l’atmosfera ancora più affascinante.
Appagati dall’esperienza non certo usuale arriviamo all’albergo, che si trova in prossimità delle piste da sci. Il luogo è a dir poco spettacolare: enormi vetrate con ampia visuale sul bosco innevato racchiudono la sala del ristorante, un terrazzo panoramico situato sulla sommità del tetto ci fa ben sperare per gli avvistamenti del dopo cena.
Appunto… dopo aver mangiato un ottimo piatto a base di salmone ci “imballiamo” in strati e strati di vestiario termico e tecnico per far fronte al freddo ed al vento che soffia sulla fantomatica terrazza. Qui orde di turisti giapponesi sfoderano il meglio del meglio della tecnologia fotografica “made in Japan” e noi ci appostiamo con loro… ma dopo una buona ora ci rendiamo conto che il cielo si sta riempiendo di nuvole: niente di buono all’orizzonte. No cielo limpido no aurore boreali.
Così con le pive nel sacco, anzi con le macchine fotografiche nello scafandro, torniamo nella hall a riscaldarci accanto al camino, godendoci lo spettacolo della neve che torna a cadere abbondante.
Andiamo a letto, non prima di esserci goduti una sauna ristoratrice (qui abbiamo la sauna in camera!!!!! Non so se mi spiego…), ma senza sapere che di lì a poco il cielo si rischiarerà e sopra le nostre teste dormienti l’aurora borealis farà la sua prima apparizione!
Prossima volta mi faccio amici i giapponesi!
21 febbraio
Risveglio innevato. La finestra è ricoperta da almeno un metro di neve!
Partiamo alla scoperta della città di Rovaniemi, dove visitiamo velocemente l’Artikum di Alvar Aalto, per capire la filosofia delle opere di questo grande architetto.
Quindi andiamo subito a visitare il municipio e la biblioteca, che dall’esterno appaiono come delle costruzioni veramente basiche e lineari, ma hanno una funzionalità che si comprende solamente visitandole al loro interno, dove l’ architettura organica e naturale e dove la funzionalità dell’opera aperta a tutti sono evidenti.
Continua a nevicare ed i fiocchi di neve gelati e perfettamente disegnati da Madre Natura ci fanno comprendere quanto la natura sia in grado di stupirci con opere che la mano dell’uomo ancora non è in grado di fare.
Torniamo al Santa Klaus Village per una foto con Babbo Natale o per imbucare la letterina nell’ufficio postale più indaffarato del mondo. Entriamo nel laboratorio dei folletti ed assaporiamo ancora una volta un’emozione d’altri tempi.
Continua a nevicare, ma il nostro autista ed i nostri “folletti” veri sono costretti a montare il famoso “musone” sul davanti del pullman. Dopo vari tentativi il lavoro verrà portato a termine con successo, così in mezzo alla tormenta di neve, continuiamo a dirigerci verso il grande e sconfinato Nord.
Arriviamo al museo dei cercatori d’oro, che si trova in mezzo ad un bosco solitario, che sembra uscito da un racconto di fiabe nordiche. Ovviamente siamo gli unici visitatori e la struttura è a nostra completa disposizione, così dopo esserci documentati sull’epopea dei cercatori d’oro, che per una pepita lavoravano intere giornate, ed aver ammirato il museo delle pietre preziose e delle gemme andiamo a rifocillarci in una baita davvero incantevole. Piatto forte: zuppa di salmone, patate, verdure, burro e panna! Light, come sempre!
Scattiamo qualche foto, qualcuno azzarda un tuffo nella neve e poi ci scaldiamo con brulè e zuccherini di grappa (ormai siamo sempre più alcoolici!!!) sulla via per Menesjärvi. Tant’è che le visioni non tarderanno ad arrivare: dopo renne e aurore è il momento degli igloo!
Verso le sette di sera lasciamo la strada principale per addentrarci in una lingua di asfalto quasi invisibile che si snoda nel bosco. Ed eccoci arrivati a destinazione al nostro mitico Korpikartano e ci rendiamo conto di essere veramente in mezzo al nulla, alla più incredibilmente pacifica e silenziosa natura. Un enorme lago ghiacciato sarà la nostra piattaforma per gli avvistamenti. Dopo cena iniziamo le bardature per fronteggiare una temperatura che si aggirerà sui -22°C circa. Inforchiamo le ciaspole e, armati di grandangoli, cavalletti, scaldini e altre diavolerie, partiamo verso il centro del lago, guidati dai passi esperti della nostra guida Toni e di altre due guide.
L’armata Brancaleone si insinua nell’antro della notte ed a fatica si perde nel silenzio della natura. Toni ci raccomanda calma e concentrazione per camminare al buio e senza le lampade di cui ci eravamo dotati. Anche perchè ci sono alcuni buchi sulla superficie ghiacciata del lago… ma questo lo scopriremo più tardi!!!!
Dopo circa mezz’ora di camminata ci fermiamo, piantiamo i cavalletti ed ascoltiamo i racconti ed i consigli dell’esperto Toni, che si rivelerà fondamentale per la riuscita delle foto. Non delle mie… sigh!
Il cielo è terso, ma a tratti inizia a rannuvolarsi, così, dopo circa un paio d’ore, decidiamo di tornare indietro ed il morale inizia a cadere a pezzi… ma non appena togliamo le ciaspole e decidiamo di andare a letto un leggero chiarore si delinea nel cielo stellato sopra le nostre teste.
Riprendiamo velocemente l’attrezzatura e torniamo in prossimità del lago, dove non c’è inquinamento luminoso e davanti ai nostri occhi volti a nord inizia uno degli spettacoli più belli ed incredibili che la natura possa regalare.
Onde verdeggianti iniziano a volteggiare in cielo, muovendosi sinuosamente nella volta celeste tempestata di stelle luminose. La costellazione di Orione fa da scenario alla danza delle luci del nord, che ci ammaliano e ci stupiscono con il loro mutevole piroettare.
Ponti di luce nel cielo notturno e onde vibranti si propagano da est a ovest disegnando figure leggiadre, che irradiano di luce il lago ghiacciato.
“Danza degli spiriti” la chiamavano gli indiani Cree ed i norreni credevano che fossero le valchirie con le loro splendenti armature a creare le aurore. Oggi sappiamo che si tratta di un fenomeno fisico, ma ci piace dare un significato misterioso ed enigmatico a questo evento atmosferico.
Uno spettacolo mozzafiato, che difficilmente si riesce a descrivere o a rappresentare con la migliore delle fotografie. La natura ci ha abbondantemente ripagati della fatica e del freddo subiti!
Imperterriti continuiamo a scattare fotogrammi su fotogrammi per catturare e imprimere nella memoria uno spettacolo che difficilmente riusciremo a dimenticare.
Ormai è l’una del mattino passata e, nonostante il fenomeno si continui a manifestare, siamo troppo stanchi ed infreddoliti per continuare a godercelo, così per necessità oggettive e fisiche torniamo a letto, dove un tepore rassicurante e la consapevolezza di essere stati testimoni della tanto desiderata aurora borealis ci conciliano un sonno ricco di sogni… stavolta avverati!
22 febbraio
Temperatura -20°C. Sveglia e colazione super abbondante. Quindi partenza verso Inari, nelle cui vicinanze di trova un allevamento di husky. Il posto è davvero molto bello, peccato che i cani siano rinchiusi in grandi recinti e non si possa accedervi, inoltre non ce ne sono molti perché due mute sono fuori per un safari. Dopo aver ascoltato alcuni aneddoti relativi alla vita di questi animali, perfettamente adattati all’ambiente polare, andiamo nella cota a riscaldarci ed a mangiare pane e burro con del caffè bollente, visto che nonostante la bella giornata di sole le temperature non vogliono salire oltre i -5°C!
Il pomeriggio è dedicato al relax: saune, passeggiate con ciaspole o con sci da fondo, pagliacciate con slittino, camminate in mezzo ai boschi innevati e tante tante fotografie per immortalare questo posto spettacolare e questa particolare luce fioca, il “kaamos”,che caratterizza le giornate a nord del Circolo Polare.
Ci godiamo il tramonto infuocato che illumina la superficie del lago ghiacciato, regalandole un aspetto brillante ed incantato. Le ombre con il passare del tempo si allungano fino a divenire invisibili a causa del sopraggiungere della lunga notte artica.
Ormai fa freddo, così rientriamo per una doccia ristoratrice (errore non da poco!!!!!!!!!!!!!!!! Di lì a poco ci sarà il primo ed unico bagliore di northern lights della serata, catturato da chi ha avuto la costanza di restare appostato sul lago…sigh!!!!!).
Verso le otto e mezza andiamo a cena nella cota vicino al lago, una sorta di enorme tenda di legno con un grosso braciere al centro e dei tavoli disposti a raggiera. Ovviamente: salmone, patate, burro, zuppa di funghi e stavolta anche un buon dolce ai frutti di bosco!
Subito dopo cena parte il rito della vestizione: strati e strati di materiale termico e tecnico per far fronte alle ore di appostamento notturno, nella speranza di rivedere lo spettacolo della notte precedente.
Come l’orda dei barbari di Asterix raggiungiamo il lago e posizioniamo le macchine nei posti strategici, ma l’arrivo di una massa nuvolosa ed i consigli di un esperto fotografo tedesco ci faranno ripiegare verso la hall dell’albergo, dove avremo la possibilità di vedere alcune delle sue catture più belle e di ascoltare alcuni preziosi consigli… che purtroppo dovremmo mettere in pratica la prossima volta che torneremo a queste latitudini!
A mezzanotte diamo fondo, o quasi visto che sono belle piene, alle cambuse e così improvvisiamo un vodka party all’aperto, un po’ per fronteggiare il freddo pungente e soprattutto per evocare gli spiriti delle aurore con un rito friulan-sami “Sant’Antoni da la barbe blanchie fami chiatà l’aurore ca mi manchie” (da leggersi in rigorosa lingua friulana, ma si sa che gli spiriti sono poliglotti e, con tanto alcool in corpo, anche noi!!!!!).
Il bollettino meteo del posto segnala schiarite verso le due del mattino, così, seguendo anche i consigli del nostro amico fotografo, decidiamo di andare a letto (rigorosamente vestiti e pronti all’eventuale segnale) e di puntare la sveglia ogni ora per vedere se il cielo si rasserena, perché le aurore sono fenomeni che si ripetono in continuazione, ma per vederli è essenziale che il cielo sia terso. Purtroppo il tempo peggiora ed inizierà anche a nevicare, così passeremo una notte insonne inutilmente, ma almeno avremo fatto un’esperienza nuova!
23 febbraio
Sveglia, per così dire, alle sei e mezza e pronti per la colazione e per realizzare che la neve caduta in poche ore ha già ricoperto tutto con la sua coltre candida.
Il cielo è grigio, l’atmosfera è irreale, un silenzio assordante permea questi luoghi: il “kaamos” risulta essere davvero inquietante per chi, come noi, non ci è abituato.
Prima operazione: scongelamento del pullman e rimozione di stalattiti e stalagmiti per poter aprire le porte del portabagagli. Seconda operazione: salutiamo, con un arrivederci, la gestrice del luogo, una tal Elton John (così è stata battezzata … chissà perché??? Ah ah ah). Terza operazione: partenza con destinazione Kemi, ormai si punta a sud.
Attraverso boschi riccamente innevati ed apparentemente surreali si snoda una lingua d’asfalto, che percorriamo quasi in solitaria. Il paesaggio è appagante: laghi ghiacciati, piccoli agglomerati di casette rosse (… a rieccole!) e tanta tanta natura. Un gruppetto di renne fa capolino da un bosco, così ci fermiamo, ma man mano che ci avviciniamo loro scappano impaurite. Beh, almeno le abbiamo viste!!!
All’orizzonte una striatura giallastra ci fa intendere che il cielo si sta schiarendo, e continuiamo il nostro peregrinare attraverso queste lande infinite e spettacolari.
Ci fermiamo per una foto in mezzo al bosco ghiacciato e subito la memoria torna alla fiaba della regina delle nevi di Andersen… ah che bei ricordi!
Ripartiamo alla volta di Sodankylä, raddoppiando il Circolo Polare Artico all’altezza di Rovaniemi, e sostiamo per una breve pausa nella cittadina. Qui, tanto per cambiare, andiamo a visitare una delle chiese più vecchie di tutta la Scandinavia, o almeno così ce l’ha venduta Luisa! Si tratta di una graziosa chiesetta risalente al 1689 in legno scandinavo, situata al centro di un cimitero monumentale quasi completamente ricoperto dalla neve e vicino alla chiesa nuova.
Risaliti in pullman, tanto per non farci mancare nulla, parte la giostra del magna-e-bevi con pasticcio e vino rosso, quindi crostoli, brulè e zuccherini alla grappa, che ci aiuteranno a fronteggiare la serata ghiacciata.
Arrivati a Kemi, prendiamo possesso delle camere, e alle 17,30 partiamo con destinazione il Castello di ghiaccio. La cittadina è praticamente sommersa sotto la neve ed incessantemente, giorno e notte, camion e ruspe ne rimuovono cumuli altissimi per portarli fuori città.
Proprio in prossimità del porto, dal quale ci godiamo un tramonto crepuscolare, si entra in questa insolita ed alquanto avvenieristica costruzione fatta solo con enormi blocchi di ghiaccio.
La perfezione architettonica e le luci colorate e soffuse, sapientemente posizionate, donano a questo luogo un aspetto fiabesco, così come le sculture di ghiaccio, magistralmente eseguite dagli artigiani del luogo in soli venti giorni.
Il tema dell’hotel di quest’anno è lo sport, così tra corpulenti gladiatori e sinuose figure femminili ci si addentra in camere decorate con spettacolari sculture ed improbabili caminetti, in un bar riccamente fornito e nel ristorante perfettamente preparato per la cena, che degusteremo in fretta vista la temperatura di circa -5°C.
Dopo esserci dilettati con gli scivoli di ghiaccio e con la macchina fotografica ed il cavalletto torniamo all’albergo, perché il freddo si sta facendo veramente sentire, ma noi sappiamo che Daniele ci aspetterà per un brulè ristoratore prima di andare a nanna!
PS. Dont’ worry! Non siamo un gruppo di alcolizzati, eh!
24 febbraio
Temperatura -11°C e nebbia…anche qua! Prendiamo per un breve tratto la strada che costeggia il Golfo di Botnia e quindi a Oulu continuiamo per strade, che si snodano tra boschi innevati e specchi ghiacciati. Ci fermiamo a pranzo al ristorante Vaskikello a Pyhäjärvi, che altro non è che un autogrill che contiene la più grande collezione privata di campane del mondo. Ce ne sono circa 1500, di tutte le forme, di tutti i colori, di tutte le epoche e provenienti da tutto il mondo! E soprattutto si possono suonare… cosa che noi ovviamente faremo!
Menu: zuppa di salmone, verdure e succo di mirtilli! Noooo… qua le patate non c’erano!
Dopo aver fatto scappare tutti gli avventori del locale riprendiamo la via di Jyväskylä, per arrivare in tempo per visitare il museo di Alvar Aalto, prima che chiuda… visto che qui chiudono tutto alle 18,00!!!
Riusciamo perfino a ritagliare un paio d’ore per una passeggiata nel centro città per vedere finalmente qualche indigeno e “toccare con mano” le prodezze architettoniche del grande designer.
Dopo la visita ci dirigiamo all’hotel, che si trova proprio su una pista da sci. Il posto è fantastico e ricco di attrazioni, così ne approfittiamo per un bagno in piscina, una sauna, una partita a calcetto e dopo un buffet super abbondante e devastante per il fegato, andiamo a tentare di finire la serata al karaoke, ma purtroppo nessuno di noi ha nel repertorio la musica leggera (e un po’ in stile pessimismo cosmico) finlandese, così andiamo a nanna!
25 febbraio
Temperatura -6°C. La mattinata sembra essere un prolungamento della serata precedente, pertanto in maniera molto easy ci accingiamo a ripartire con destinazione Poorvo, che raggiungeremo dopo varie soste per tentare di fare gasolio con la fatidica tessera a disposizione del nostro Roberto.
Poorvo è una delle sei città medioevali della Finlandia ed è la seconda più antica dopo Turku. Lasciata ormai la Lapponia siamo sul Golfo di Finlandia e la cittadina è caratterizzata da vicoli e stradine che si intersecano in leggeri saliscendi tra casette e botteghe di legno. Sul lungofiume ammiriamo le ultime casette di legno rosse del viaggio, che sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Ovviamente non poteva mancare una visita alla cattedrale in stile gotico ed un assaggio di caffè al cioccolato in una bottega artigiana, con tanto di maestro cioccolatiere al lavoro davanti agli occhi incuriositi degli avventori: noi!
Alle 15,00 ripartiamo velocemente, perché vorremmo visitare, anche se non in maniera accurata, la capitale Helsinki.
Raggiunta la piazza del Senato davanti alla Cattedrale non ci facciamo mancare una fotografia davanti alla statua di Alessandro di Russia, e quindi ci dirigiamo verso il porto per ammirare solamente dall’esterno la cattedrale ortodossa più grande dell’Europa Occidentale, la Cattedrale Uspenski. Un mercatino di prodotti tipici di queste latitudini cattura la nostra attenzione, così come due sposi intenti a farsi fotografare accanto alle imbarcazioni intrappolate dal ghiaccio nel porto.
Verso le 18,30 ci imbarchiamo sulla Baltic Princess, la nave rompighiaccio che in circa tre ore e mezza ci porterà a Tallinn attraversando il Mar Baltico.
Alla partenza ci diamo appuntamento sul ponte superiore per vedere la nave che parte ed i grossi lastroni di ghiaccio che si rompono al suo passaggio, lasciando dietro di noi una scia di mare blu.
Il tempo passerà in un batter d’occhio, anche perché le attrazioni, soprattutto umane (gran ricchezza di fauna femminile esibita nella maniera più audace e grande abbondanza di fauna maschile ubriaca putrefatta… che non si accorge neanche della prima fauna…mah?), non mancano: bar, ristoranti, discoteche, musica dal vivo ed un sacco di negozi, dove si compra bene perché questa è zona franca.
Per un pelo non ci dimentichiamo di scendere, visto che non ci siamo accorti che la nave ha attraccato. Scendiamo ed anche qui ci accoglie un bel freddo pungente ed ovviamente la neve!
Prima sorpresa: la città sembra bellissima. Seconda sorpresa: l’albergo è in pieno centro. Terza sorpresa: era un vecchio convento di suore ed è strutturato quasi come un labirinto, così per raggiungere le camere impieghiamo circa mezz’ora, girovagando tra lunghi corridoi informi e scale a chiocciola, zigzagando tra travi a vista (fin troppo a vista!) e quadri e specchi inquietanti; il mobilio ricorda un po’ i castelli dei film dell’orrore e manca poco che in fondo ad un corridoio si ppossa incontrare il Conte Dracula oppure il suo fantasma! Un posto davvero incredibile!!!!!!
Andiamo a letto… non senza aver controllato che il chiavistello sia ben chiuso!
26 febbraio
Il buongiorno si vede dal mattino: potevamo farci mancare una bella nevicata estone??? Noooo… così ci vestiamo, attiviamo Google Maps e partiamo alla ricerca della sala da pranzo perduta, per fare colazione.
Di buon mattino ci aspetta la nostra guida, che sfoggia un bellissimo cappellino di lana cotta, che sembra uscito da una fiaba di Tim Burton. Cappello che alla fine del viaggio molti avranno acquistato! Indipendentemente dalla neve e dal vento gelido la città si rivelerà magnifica.
Nonostante sia stata duramente bombardata durante la seconda guerra mondiale Tallinn mantiene intatto il suo fascino medioevale. Visitiamo il centro storico con la grande piazza sulla quale si affaccia l’imponente Municipio, la Collina della Cattedrale con il suo castello medioevale, le mura con i torrioni circolari e le porte d’accesso alla città vecchia, il quartiere latino e restiamo rapiti dai caratteristici scorci sui tetti rossi, sui pittoreschi abbaini, sulle insegne delle botteghe in ferro battuto e dai mercatini che vendono articoli in lana cotta o in pelliccia.
Andiamo a pranzo in un locale rigorosamente medioevale: semplicemente spettacolare, buon cibo, atmosfera lugubre, ovviamente voluta, arredo dell’epoca e personale vestito a tema.
Nel pomeriggio finalmente spunta il sole, così ci godiamo nuovamente la città passeggiando per le sue stradine, ma purtroppo giunge la fatidica ora X, così dopo aver recuperato i bagagli ed averli posizionati per l’ultima volta sul pullman, andiamo dritti all’aeroporto, dove un volo di poco più di due ore ci riporterà a casa… noi, visto che i bagagli potranno godersi ancora un paio di giorni di viaggio!
*****
STAGIONE MIGLIORE: per avvistare le aurore boreali sicuramente l’inverno!
VACCINAZIONI: nessuna.
DOCUMENTI: carta di identità (non rinnovata, perchè può succedere che non la riconoscano come documento) o passaporto.
DIFFICOLTA’: nessuna, solo attrezzarsi con materiale termico e tecnico per il freddo, che può arrivare anche a -40°C.
